Giorno 1: La partenza verso Pienza
Il mese di maggio in Val d’Orcia è un incanto. L’aria fresca della mattina e la luce dorata dell’alba trasformano il paesaggio in un vero e proprio dipinto. Ogni anno, come ormai di consueto, due o tre giorni nel cuore della mia terra me li concedo sempre. Ma, stavolta, questo weekend lungo è stato davvero emozionante. Per la prima volta, abbiamo noleggiato un camper, per vivere questa esperienza fotografica davvero all’avventura.
Dopo aver preparato il mezzo, siamo partiti in direzione Pienza. Arrivati in loco all’ora del tramonto, abbiamo dovuto affrontare un vero e proprio temporale. Il cielo, che man mano si andava annuvolando e scurendo, si è riempito di nubi temporalesche, fulmini e scrosci d’acqua violentissimi. Anche in queste situazioni, però, le occasioni di fotografare non mancano. Ed immortalare i lampi sopra il borgo di Pienza è stata una vera fortuna.
Cerchiamo dove dormire a bordo strada, nei pressi di Podere Belvedere. Ci corichiamo carichi di speranza, in quanto ogni temporale apre un successivo nuovo giorno pieno di situazioni veramente interessanti. Forse una bella nebbia mattutina potrebbe regalarci foto indimeticabili.











Giorno 2: Podere Belvedere e Poggiocovili
Ore 01:00. Mi alzo per la prima foto in notturna a Podere Belvedere. Sono solo. Il silenzio è assordante. L’erba mi inzuppa completamente i pantaloni. Ha smesso di piovere giusto da un paio d’ore, ed il cielo ha già aperto a interessanti trame di nuvole e stelle. Faccio qualche scatto e torno a dormire qualche ora, per svegliarmi prima che sorga il sole.
Alle 4:30 suona la sveglia. Mi alzo e torno sulla terrazza davanti il Belvedere per aspettare che il sole colori la scena. Sono il primo ad arrivare, e incredibilmente, dopo nemmeno 10 minuti, si riempie di fotografi. <saremo circa quaranta persone. Tutti speriamo in una bella nebbia mattutina, Le condizioni ci sono tutte., quindi incrociamo le dita ed aspettiamo. Lentamente la luce appare da dietro Pienza, e comincia a dipingere la sua opera. La nebbia si forma, e scende lenta, radente, soffice, come il velo di una sposa. I “click” delle fotocamere non si contano nemmeno più. Droni cominciano a ronzare nell’aria, in cerca dell’immagine mozzafiato.
Il podere comincia a spuntare lentamente dalla coltre di nebbia sotto di noi. Una visione letteralmente stupefacente. La meraviglia della natura in tutto il suo splendore. Mi sposto, alzo anch’io il drone in cerca di una diversa visuale. Volare qui è una sensazione incredibile. Magia e libertà.
Proseguo il mio giro, visitando il posto assieme alla mia famiglia. Ci godiamo l’essenza della nostra terra, e pianifichiamo dove andare a scattare al tramonto. Optiamo per tornare di fronte al Belvedere, per immortalare la casa del Gladiatore coi colori caldi del tramonto. Mentre ceniamo in camper, il sole pian piano va giù, ed i colori esplodono nel cielo. Un tramonto incredibile, colorato e con mille sfumature dal viola all’arancio e giallo. Lascio tutto e faccio volare il drone. “Click”. Bellissimo ed indimenticabile.
Ripartiamo nel nostro viaggio errante. Direzione Bagnovignoni. Parcheggiamo il camper per la notte, e facciamo un giro notturno nel borgo, attorno alla piscina termale. Un caffè e quattro chiacchiere e ci corichiamo. L’alba arriva presto.






















Giorno 3: Poggio Covili e le Crete Senesi
Alle 4:00 suona nuovamente la sveglia. Qui è un appuntamento fisso ormai. Mi dirigo a piedi verso la visuale di Poggiocovili dall’alto. Prima volta che scatto da qua. Il buio è avvolgente, e mi faccio strada con la mia torcia in testa sulla strada in salita. Stamani non sono solo. Sul posto c’è un fotografo che sta dormento in auto. Chiacchieriamo un po’, ed aspettiamo il sole assieme. Anche qua, la location è incredibilmente bella, d in poco tempo si riempie di altri fotografi. La nebbia avvolge copiosa il paesaggio anche stamattina. siamo stati davvero fortunati. Quando il sole sorge, la magia torna a dare spettacolo. giochi di luci ed ombre si snodano tra i filari dei cipressi del podere. Tutto è avvolto nella nebbia candida, eterea, accarezzata dai primi raggi del sole. Una sensazione meravigliosa.
Torno alla base, soddisfatto come non mai. Il viaggio riprende, in direzione delle Crete Senesi. Una location che ho visto solo di passaggio finora. Non ho mai assaporato la bellezza di queste colline. Immortaliamo alcuni spot fotografici interessanti, che, con la luce radente, rivelano contrasti davvero fantastici. Ci fermiamo a Staffolino al tramonto. Il sole muore sopra i campanili di Siena. Quale occasione migliore di scattare con il teleobbiettivo a questa città? Un volo veloce con il drone e via a letto.





















Giorno 4: Staffolino e rientro a casa
L’ultimo giorno lo dedichiamo alla località di Staffilino. Qui, il paesaggio è più dispersivo. Il verde del grano si al terna con le crete grigie, ed i profili frastagliati delle colline si alternano come i passi di una danza. Anche se i colori sono più tenui rispetto ai giorni precedenti, c’è una bellezza unica in questo luogo.
Mi sveglio presto. Buio pesto. Il cielo stellato è fantastico qui, col poco inquinamento luminoso di questi posti. Vale la pena di scattare alla via lattea. Giusto un’oretta per vivere il silenzio della Toscana, dove l’unico rumore è il mio cuore che batte, immerso in questo infinito.
Torno a dormire per recuperare qualche energia, per fotografare gli ultimi istanti dell’alba. Al tramonto ha un’atmosfera molto più bella, ma non mi lascio comunque perdere nemmeno questi istanti. Dopo le ultime foto decidiamo di rientrare a casa.




Riflessioni Finali
Questi giorni in Val d’Orcia sono stati un vero e proprio viaggio nei colori e nei suoni della Toscana. Ogni scatto racconta una storia, ogni angolo esplorato ha portato con sé emozioni e memorie. Tornare a casa con una ricca collezione di fotografie è solo una parte del viaggio; ciò che porterò con me sono i momenti condivisi con la mia famiglia, le risate e la meraviglia di trovarsi in un posto così straordinario.
Spero che queste immagini e parole possano ispirare chi legge a scoprire la bellezza della Val d’Orcia e a vivere esperienze simili. La fotografia è un modo per catturare il mondo, ma è anche un modo per connettersi con le persone e i luoghi che amiamo.

























