Una Promessa Mantenuta: La Notte Folle tra Vernazza e Tellaro

Esistono uscite fotografiche che nascono dal nulla, dettate da quella sana pazzia che solo chi vive per la luce può capire. Ma l’uscita di questo weekend non è stata solo un impulso: è stata la conclusione di un cerchio aperto esattamente due anni fa.

Era un sabato pomeriggio quando ho alzato il telefono e ho chiamato il mio amico Cristiano: “Partiamo stasera?”. La risposta, come sempre, è stata un sì immediato.

Il filo conduttore: da Riomaggiore a Vernazza

Tutto era iniziato due anni fa, con la stessa modalità improvvisata. In quell’occasione avevamo sfidato il gelo notturno a Riomaggiore e Manarola. Fu una serata magnifica, dove il freddo pungente era ripagato da scatti in riva al mare, panoramiche mozzafiato e star trail che disegnavano il cielo sopra i borghi colorati.

In quell’occasione ci eravamo fatti una promessa: “La prossima volta toccherà a Vernazza”. Quest’anno, finalmente, abbiamo onorato quell’impegno, aggiungendo al nostro archivio gli scorci che mancavano per completare il racconto di questi borghi unici al mondo.

La partenza: Le luci di La Spezia

Il nostro viaggio è iniziato a mezzanotte. La prima tappa è stata un affaccio panoramico sopra il porto di La Spezia. Mentre la città dormiva, abbiamo catturato l’anima industriale del golfo: le luci delle gru e delle navi riflesse nell’acqua scura, un contrasto perfetto con la natura selvaggia che avremmo incontrato poco dopo.

Il cuore della notte: Vernazza in tre atti

Verso le due del mattino siamo arrivati a Vernazza. Il borgo, spogliato dalla folla dei turisti, ci ha accolto in un silenzio quasi reverenziale. Per onorare la nostra promessa, non ci siamo fermati al primo scorcio, ma abbiamo cercato tre angolazioni diverse, una più bella dell’altra:

1. Dall’alto, seguendo i sentieri per abbracciare con lo sguardo il castello e il porticciolo.

2. Dal molo, dove il rumore del mare è l’unico protagonista.

3. Tra i caruggi, catturando l’atmosfera intima delle case torri sotto le luci dei lampioni.

Abbiamo aspettato che il nero della notte lasciasse il posto al blu cobalto dell’aurora, vedendo il borgo cambiare pelle minuto dopo minuto.

Il gran finale: Alba a Tellaro

Con le prime luci siamo scappati verso Tellaro, uno dei gioielli più preziosi della Liguria. L’obiettivo era ambizioso: vedere il sole nascere proprio dietro la famosa chiesa a picco sul mare.

La composizione era perfetta: la silhouette della chiesa di San Giorgio che si staglia contro il cielo infuocato e il primo raggio di sole che bacia le scogliere. È stato il coronamento di una notte insonne, carica di adrenalina e soddisfazione.

Riflessioni di un sabato “folle”

La Liguria è stupenda, ma vederla così, nel silenzio della notte e con la complicità di un amico che condivide la stessa passione, ha un sapore diverso. Completare questo “tour” iniziato due anni fa ci ha permesso di descrivere questi borghi in ogni loro sfumatura, dal freddo degli star trail di Riomaggiore alla magia dell’alba a Tellaro.

A volte le foto migliori non nascono dalla pianificazione, ma dalla voglia di caricare lo zaino e partire, semplicemente perché l’ispirazione (e una promessa) hanno bussato alla porta.

E voi? Avete un progetto fotografico che portate avanti negli anni con un compagno di avventure? Raccontatemelo nei commenti!

Some photography trips are born out of thin air, fueled by that healthy “madness” that only those who live for light can truly understand. But this weekend’s outing wasn’t just an impulse: it was the closing of a circle that began exactly two years ago.

It was a Saturday afternoon when I picked up the phone and called my friend Cristiano: “Shall we head out tonight?”. The answer, as always, was an immediate yes.

The Common Thread: From Riomaggiore to Vernazza

It all started two years ago, under the same improvised circumstances. On that occasion, we braved the biting night chill in Riomaggiore and Manarola. It was a magnificent night, where the freezing temperatures were rewarded with shots by the sea, breathtaking panoramas, and star trails painting the sky above the colorful villages.

Back then, we made ourselves a promise: “Next time, it’s Vernazza’s turn.” This year, we finally honored that commitment, adding to our archive the perspectives we were missing to complete the story of these world-unique coastal towns.

The Departure: The Lights of La Spezia

Our journey began at midnight. The first stop was a panoramic overlook above the Harbor of La Spezia. While the city slept, we captured the industrial soul of the gulf: the lights of cranes and ships reflected in the dark water—a perfect contrast to the wild nature we would encounter shortly after.

The Heart of the Night: Vernazza in Three Acts

Around 2:00 AM, we arrived in Vernazza. The village, stripped of its usual crowds, welcomed us in an almost reverent silence. To honor our promise, we didn’t settle for the first view we found. Instead, we sought out three distinct angles, each more beautiful than the last:

1. From above, following the trails to overlook the castle and the small marina.

2. From the pier, where the sound of the sea is the only protagonist.

3. Through the “caruggi” (narrow alleys), capturing the intimate atmosphere of the tower-houses under the glow of the streetlamps.

We waited for the black of night to give way to the cobalt blue of the blue hour, watching the village change its skin minute by minute.

The Grand Finale: Sunrise in Tellaro

At first light, we rushed toward Tellaro, one of the most precious gems of Liguria. Our goal was ambitious: to watch the sun rise right behind the famous church perched over the sea.

The composition was perfect: the silhouette of the Church of San Giorgio standing out against the fiery sky, and the first ray of sun kissing the cliffs. It was the crowning moment of a sleepless night, fueled by adrenaline and satisfaction.

Reflections on a “Crazy” Saturday

Liguria is stunning, but seeing it like this—in the silence of the night and with the companionship of a friend who shares the same passion—has a different flavor. Completing this “tour” that started two years ago allowed us to describe these villages in every nuance, from the cold star trails of Riomaggiore to the magic of the sunrise in Tellaro.

Sometimes the best photos don’t come from meticulous planning, but from the urge to pack your bag and leave, simply because inspiration (and a promise) came knocking.

What about you? Do you have a long-term photography project you’ve been pursuing with a friend? Tell me about it in the comments!

Ritorno alle Origini: Ricominciare dalla Luce a Torre del Lago


C’è un magnetismo particolare nei luoghi dove tutto è iniziato. Per un fotografo, quei posti non sono solo coordinate geografiche, ma veri e propri “punti zero” della creatività. Dopo quasi un anno di stop – uno di quei silenzi riflessivi che a volte la vita ci impone – ho sentito il bisogno di ripartire. E non potevo che farlo da lì: dalla Terrazza di Torre del Lago Puccini.


Il battito del primo scatto
Arrivare alla Terrazza mentre il mondo ancora dorme ha un sapore diverso quando non prendi in mano la reflex da mesi. C’è quel misto di timore e adrenalina, la paura di aver perso il “tocco” e la voglia frenetica di vedere come la luce accarezzerà l’acqua del Massaciuccoli.
Torre del Lago non è solo un panorama; è un’atmosfera. È il silenzio rotto solo dal vento tra i canneti e il ricordo di Giacomo Puccini che, proprio su queste sponde, cercava la sua musica. Per me, è il luogo dove ho imparato a guardare il mondo attraverso un mirino.


Una tavolozza di arancio e rosa
L’alba di questa prima uscita dell’anno non ha deluso. Mentre il sole faceva capolino dietro le vette, il cielo ha iniziato a trasformarsi in un gradiente incredibile:

  • Arancio vivido all’orizzonte, che incendiava il profilo dei monti.
  • Rosa delicato che si rifletteva sullo specchio d’acqua, rendendo indistinguibile il confine tra cielo e lago.
    Ricominciare con colori così caldi è stato come ricevere un abbraccio di bentornato dalla natura stessa.

“La fotografia è un esercizio di pazienza e di ascolto. Tornare in un luogo familiare permette di non doversi concentrare sulla ricerca della strada, ma solo sull’essenza della luce.”

Perché fermarsi (e perché ripartire)
Lo stop di un anno mi ha insegnato che la fotografia non è solo produzione costante di immagini, ma anche osservazione. A volte bisogna posare la fotocamera per tornare a vedere davvero.
Ripartire dalla “mia” Terrazza è stato un atto di gratitudine verso la mia passione. Non cercavo lo scatto perfetto per un concorso, ma lo scatto perfetto per la mia anima. Quello che dice: “Sì, sono tornato”.


Qualche consiglio per chi vuole “ripartire”:

  • Scegli un luogo familiare: Non aggiungere lo stress di una location nuova alla ruggine tecnica.
  • Goditi l’attesa: L’alba è perfetta perché ti costringe ad aspettare che la luce arrivi da te.
  • Non essere severo con te stesso: Il primo rullino (o la prima scheda SD) dopo tanto tempo serve a scaldare i motori, non a creare capolavori assoluti.
    E voi? Qual è il luogo che chiamate “casa” quando si tratta di scattare? Raccontatemelo nei commenti!
    Ti piace questo approccio o preferiresti qualcosa di più tecnico incentrato sull’attrezzatura usata?
    Se vuoi, posso anche generare un’immagine che rappresenti questa scena per accompagnare il tuo post.


There’s a special magnetism in the places where everything began. For a photographer, those places aren’t just geographical coordinates, but true “ground zeros” of creativity. After almost a year of hiatus—one of those reflective silences that life sometimes forces upon us—I felt the need to start over. And there was no other place to do it than from: the Terrace of Torre del Lago Puccini.


The pulse of the first shot

Arriving at the Terrazza while the world is still asleep has a different feel when you haven’t picked up your SLR camera in months. There’s that mix of trepidation and adrenaline, the fear of having lost your “touch” and the frenetic desire to see how the light will caress the waters of the Massaciuccoli.
Torre del Lago isn’t just a view; it’s an atmosphere. It’s the silence broken only by the wind through the reeds and the memory of Giacomo Puccini, who, on these very shores, sought his music. For me, it’s the place where I learned to look at the world through a viewfinder
.


A palette of orange and pink


The dawn of this first outing of the year didn’t disappoint. As the sun peeked behind the peaks, the sky began to transform into an incredible gradient:

Vivid orange on the horizon, setting the mountain silhouettes ablaze.

A delicate pink reflected in the water, blurring the line between sky and lake.
Starting again with such warm colors was like receiving a welcome hug from nature itself.

“Photography is an exercise in patience and listening. Returning to a familiar place allows you to not have to focus on finding the path, but only on the essence of the light.”

Why stop (and why start again)
A year-long hiatus taught me that photography isn’t just about constantly producing images, but also about observation. Sometimes you have to put the camera down to truly see again.
Starting again from “my” Terrace was an act of gratitude toward my passion. I wasn’t looking for the perfect shot for a competition, but the perfect shot for my soul. The one that says, “Yes, I’m back.”

Some advice for those who want to “start again”:

Choose a familiar place: Don’t add the stress of a new location to your technical rut.

Enjoy the wait: Dawn is perfect because it forces you to wait for the light to come to you.

Don’t be hard on yourself: The first roll of film (or first SD card) in a long time is for warming up the engine, not for creating absolute masterpieces.

And you? What’s the place you call “home” when it comes to taking photos? Tell me in the comments!

Albe, paesaggi e silenzi Sardi: Emozioni sulla Costa Orientale

Una vacanza in famiglia è spesso sinonimo di relax e ritmi lenti. Ma per chi, come me, vive con la fotocamera al collo e un drone nello zaino, l’alba diventa un richiamo irresistibile, specialmente quando ci si trova di fronte a uno scenario potente come la costa orientale della Sardegna. Quest’estate, la nostra base a Porto Ottiolu per una settimana di luglio è diventata il trampolino di lancio per una serie di esplorazioni mattutine che hanno nutrito l’anima e riempito le schede SD.

Lasciare il letto prima che il sole si alzi, quando l’aria è ancora fresca e il buio regna, è un atto di fede che ogni fotografo d’alba conosce bene. L’attesa, silenziosa e carica di aspettativa, è metà dell’emozione. Sulla costa est sarda, questa attesa si è trasformata ogni giorno in una promessa mantenuta: l’orizzonte si infiammava con una drammaticità sempre nuova, proiettando una luce che non è solo visibile, ma palpabile.

Dalla Silhouette Majestica al Faro Solitario

Una delle visioni più iconiche è stata senza dubbio l’Isola di Tavolara. Vista dalla costa, la sua mole imponente si staglia come un gigante addormentato. Nelle prime ore, la silhouette netta e scura contro il cielo arancione e rosa ha offerto una lezione di composizione naturale, permettendomi di catturare la grandezza del paesaggio con una semplicità quasi astratta.

San Teodoro, invece, ho cercato l’interazione tra terra e mare, concentrandomi sui riflessi delle prime luci sulle acque calme, dove il drone ha potuto rivelare texture e sfumature dall’alto, impossibili da percepire a livello del suolo.

Ma è nei luoghi di pietra e storia che le emozioni si sono fatte più intense. Il Faro di Capo Comino e la torretta costiera di La Caletta sono stati scenari perfetti per i miei scatti. Il faro, simbolo di guida e resilienza, si accendeva con la luce dorata, un faro terreno illuminato da un faro celeste. Qui, ho potuto sentire la storia e la solitudine del luogo, un’emozione che ho cercato di trasmettere attraverso lunghe esposizioni che addolcivano il movimento del mare intorno alla roccia millenaria.

Il Canto Aereo del Drone

L’utilizzo del drone ha aggiunto una dimensione narrativa completamente nuova. Volare sul mare appena sveglio, mentre il sole emergeva dall’orizzonte, ha permesso di immortalare la vastità della costa sarda, catturando la sinuosità delle spiagge e la trasparenza delle baie con una prospettiva aerea. L’alba, vista da centinaia di metri di altezza, non è più solo un’emozione personale, ma un dipinto epico della natura.

Ogni scatto di quel luglio non è solo la testimonianza di un bel panorama. È il racconto di un silenzio, della brezza mattutina, e di quella fugace, perfetta armonia tra il fotografo e il mondo che si risveglia. È questa l’essenza che spero che le mie foto trasmettano: non solo la bellezza innegabile della Sardegna, ma la sensazione profonda e quieta di aver assistito a qualcosa di sacro, prima che il chiasso del giorno avesse inizio.

A family vacation often means relaxation and a slow pace. But for those like me, who live with a camera around their neck and a drone in their backpack, sunrise becomes an irresistible call, especially when faced with a scene as powerful as the eastern coast of Sardinia. This summer, our base in Porto Ottiolu for a week in July became the launching pad for a series of early-morning explorations that nourished the soul and filled the SD cards.

Leaving bed before the sun rises, when the air is still cool and darkness reigns, is an act of faith that every sunrise photographer knows well. The wait, silent and full of anticipation, is half the thrill. On the eastern coast of Sardinia, this wait transformed every day into a promise kept: the horizon ignited with ever-new drama, casting a light that is not only visible, but palpable.

From the Majestic Silhouette to the Solitary Lighthouse

One of the most iconic views was undoubtedly Tavolara Island. Seen from the coast, its imposing mass looms like a sleeping giant. In the early hours, the stark, dark silhouette against the orange and pink sky offered a lesson in natural composition, allowing me to capture the grandeur of the landscape with an almost abstract simplicity.

In San Teodoro, however, I sought the interplay between land and sea, focusing on the reflections of the first light on the calm waters, where the drone was able to reveal textures and nuances from above, impossible to perceive at ground level.

But it is in places of stone and history that the emotions were most intense. The Capo Comino Lighthouse and the coastal tower of La Caletta were perfect settings for my shots. The lighthouse, a symbol of guidance and resilience, shone with golden light, an earthly beacon illuminated by a celestial beacon. Here, I could feel the history and solitude of the place, an emotion I tried to convey through long exposures that softened the movement of the sea around the ancient rock.

The Aerial Song of the Drone

Using the drone added a whole new narrative dimension. Flying over the sea as soon as I woke, as the sun emerged from the horizon, allowed me to immortalize the vastness of the Sardinian coast, capturing the sinuous beaches and the transparency of the bays from an aerial perspective. The sunrise, seen from hundreds of meters above, is no longer just a personal emotion, but an epic painting of nature.

Every shot from that July is not just a testimony to a beautiful panorama. It is the story of a silence, of the morning breeze, and of that fleeting, perfect harmony between the photographer and the awakening world. This is the essence I hope my photographs convey: not only the undeniable beauty of Sardinia, but the profound, quiet feeling of having witnessed something sacred, before the commotion of the day began.

Un Viaggio Fotografico in Val d’Orcia

Giorno 1: La partenza verso Pienza

Il mese di maggio in Val d’Orcia è un incanto. L’aria fresca della mattina e la luce dorata dell’alba trasformano il paesaggio in un vero e proprio dipinto. Ogni anno, come ormai di consueto, due o tre giorni nel cuore della mia terra me li concedo sempre. Ma, stavolta, questo weekend lungo è stato davvero emozionante. Per la prima volta, abbiamo noleggiato un camper, per vivere questa esperienza fotografica davvero all’avventura.

Dopo aver preparato il mezzo, siamo partiti in direzione Pienza. Arrivati in loco all’ora del tramonto, abbiamo dovuto affrontare un vero e proprio temporale. Il cielo, che man mano si andava annuvolando e scurendo, si è riempito di nubi temporalesche, fulmini e scrosci d’acqua violentissimi. Anche in queste situazioni, però, le occasioni di fotografare non mancano. Ed immortalare i lampi sopra il borgo di Pienza è stata una vera fortuna.

Cerchiamo dove dormire a bordo strada, nei pressi di Podere Belvedere. Ci corichiamo carichi di speranza, in quanto ogni temporale apre un successivo nuovo giorno pieno di situazioni veramente interessanti. Forse una bella nebbia mattutina potrebbe regalarci foto indimeticabili.

Giorno 2: Podere Belvedere e Poggiocovili

Ore 01:00. Mi alzo per la prima foto in notturna a Podere Belvedere. Sono solo. Il silenzio è assordante. L’erba mi inzuppa completamente i pantaloni. Ha smesso di piovere giusto da un paio d’ore, ed il cielo ha già aperto a interessanti trame di nuvole e stelle. Faccio qualche scatto e torno a dormire qualche ora, per svegliarmi prima che sorga il sole.

Alle 4:30 suona la sveglia. Mi alzo e torno sulla terrazza davanti il Belvedere per aspettare che il sole colori la scena. Sono il primo ad arrivare, e incredibilmente, dopo nemmeno 10 minuti, si riempie di fotografi. <saremo circa quaranta persone. Tutti speriamo in una bella nebbia mattutina, Le condizioni ci sono tutte., quindi incrociamo le dita ed aspettiamo. Lentamente la luce appare da dietro Pienza, e comincia a dipingere la sua opera. La nebbia si forma, e scende lenta, radente, soffice, come il velo di una sposa. I “click” delle fotocamere non si contano nemmeno più. Droni cominciano a ronzare nell’aria, in cerca dell’immagine mozzafiato.

Il podere comincia a spuntare lentamente dalla coltre di nebbia sotto di noi. Una visione letteralmente stupefacente. La meraviglia della natura in tutto il suo splendore. Mi sposto, alzo anch’io il drone in cerca di una diversa visuale. Volare qui è una sensazione incredibile. Magia e libertà.

Proseguo il mio giro, visitando il posto assieme alla mia famiglia. Ci godiamo l’essenza della nostra terra, e pianifichiamo dove andare a scattare al tramonto. Optiamo per tornare di fronte al Belvedere, per immortalare la casa del Gladiatore coi colori caldi del tramonto. Mentre ceniamo in camper, il sole pian piano va giù, ed i colori esplodono nel cielo. Un tramonto incredibile, colorato e con mille sfumature dal viola all’arancio e giallo. Lascio tutto e faccio volare il drone. “Click”. Bellissimo ed indimenticabile.

Ripartiamo nel nostro viaggio errante. Direzione Bagnovignoni. Parcheggiamo il camper per la notte, e facciamo un giro notturno nel borgo, attorno alla piscina termale. Un caffè e quattro chiacchiere e ci corichiamo. L’alba arriva presto.

Giorno 3: Poggio Covili e le Crete Senesi

Alle 4:00 suona nuovamente la sveglia. Qui è un appuntamento fisso ormai. Mi dirigo a piedi verso la visuale di Poggiocovili dall’alto. Prima volta che scatto da qua. Il buio è avvolgente, e mi faccio strada con la mia torcia in testa sulla strada in salita. Stamani non sono solo. Sul posto c’è un fotografo che sta dormento in auto. Chiacchieriamo un po’, ed aspettiamo il sole assieme. Anche qua, la location è incredibilmente bella, d in poco tempo si riempie di altri fotografi. La nebbia avvolge copiosa il paesaggio anche stamattina. siamo stati davvero fortunati. Quando il sole sorge, la magia torna a dare spettacolo. giochi di luci ed ombre si snodano tra i filari dei cipressi del podere. Tutto è avvolto nella nebbia candida, eterea, accarezzata dai primi raggi del sole. Una sensazione meravigliosa.

Torno alla base, soddisfatto come non mai. Il viaggio riprende, in direzione delle Crete Senesi. Una location che ho visto solo di passaggio finora. Non ho mai assaporato la bellezza di queste colline. Immortaliamo alcuni spot fotografici interessanti, che, con la luce radente, rivelano contrasti davvero fantastici. Ci fermiamo a Staffolino al tramonto. Il sole muore sopra i campanili di Siena. Quale occasione migliore di scattare con il teleobbiettivo a questa città? Un volo veloce con il drone e via a letto.

Giorno 4: Staffolino e rientro a casa

L’ultimo giorno lo dedichiamo alla località di Staffilino. Qui, il paesaggio è più dispersivo. Il verde del grano si al terna con le crete grigie, ed i profili frastagliati delle colline si alternano come i passi di una danza. Anche se i colori sono più tenui rispetto ai giorni precedenti, c’è una bellezza unica in questo luogo.

Mi sveglio presto. Buio pesto. Il cielo stellato è fantastico qui, col poco inquinamento luminoso di questi posti. Vale la pena di scattare alla via lattea. Giusto un’oretta per vivere il silenzio della Toscana, dove l’unico rumore è il mio cuore che batte, immerso in questo infinito.

Torno a dormire per recuperare qualche energia, per fotografare gli ultimi istanti dell’alba. Al tramonto ha un’atmosfera molto più bella, ma non mi lascio comunque perdere nemmeno questi istanti. Dopo le ultime foto decidiamo di rientrare a casa.

Riflessioni Finali

Questi giorni in Val d’Orcia sono stati un vero e proprio viaggio nei colori e nei suoni della Toscana. Ogni scatto racconta una storia, ogni angolo esplorato ha portato con sé emozioni e memorie. Tornare a casa con una ricca collezione di fotografie è solo una parte del viaggio; ciò che porterò con me sono i momenti condivisi con la mia famiglia, le risate e la meraviglia di trovarsi in un posto così straordinario.

Spero che queste immagini e parole possano ispirare chi legge a scoprire la bellezza della Val d’Orcia e a vivere esperienze simili. La fotografia è un modo per catturare il mondo, ma è anche un modo per connettersi con le persone e i luoghi che amiamo.

Tre giorni a Torino

Recentemente ho trascorso tre giorni a Torino con la mia famiglia, un’occasione speciale per immergermi nella bellezza di questa città e catturare la sua anima attraverso la fotografia. Il tempo non è stato dei migliori: freddo pungente, nebbia fitta e luci invernali soffuse. Ma proprio queste condizioni hanno regalato un’atmosfera unica agli scatti che ho realizzato.

Le mie giornate iniziavano presto, all’alba. Mentre la città si svegliava lentamente, io camminavo per le strade semideserte del centro storico, accompagnato solo dal rumore dei miei passi sul selciato umido. La nebbia rendeva le piazze e i vicoli ancora più suggestivi, creando un velo di mistero che ammorbidiva i contorni delle architetture.

Ho scattato diverse foto alla Mole Antonelliana, che sembrava svanire nel nulla, e alle strade silenziose, dove le luci dei lampioni riflettevano sui ciottoli bagnati.

La sera, dopo le giornate passate con la famiglia a esplorare musei e mostre, mi ritagliavo del tempo per fotografare la città illuminata. Le piazze principali, come Piazza Castello e Piazza San Carlo, si animavano di luci calde e riflessi che sembravano amplificare il contrasto con il freddo della notte.

La nebbia del mattino lasciava il posto a una leggera foschia, sufficiente per diffondere la luce e creare scatti quasi onirici. La combinazione di architettura storica e modernità ha dato vita a composizioni uniche.

Durante il giorno, con la famiglia, ho visitato alcuni dei luoghi simbolo della città. Non poteva mancare una tappa al Museo Nazionale del Cinema, ospitato proprio nella Mole Antonelliana. Qui, oltre a godermi un’esperienza culturale indimenticabile, ho scattato foto che raccontano il legame tra tradizione e innovazione.

Torino è una città che si presta incredibilmente alla fotografia, specialmente in inverno, quando il suo fascino si tinge di malinconia e poesia. Questi tre giorni sono stati un’occasione per esplorare il connubio tra tempo libero in famiglia e passione per la fotografia. La nebbia e il freddo, lungi dall’essere un ostacolo, si sono rivelati preziosi alleati per creare immagini evocative.

Passeggiando per le piazze principali, ci siamo fermati a osservare i dettagli: statue, palazzi e scorci che sembravano usciti da un dipinto. Ogni angolo di Torino racconta una storia e, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, ho cercato di catturare quelle narrazioni uniche.

Se avete intenzione di visitare Torino, vi consiglio di non lasciarvi scoraggiare dal clima: ogni stagione ha il suo incanto, e anche i giorni più grigi possono diventare l’occasione per scatti indimenticabili.

I recently spent three days in Turin with my family, a special opportunity to immerse myself in the beauty of this city and capture its soul through photography. The weather wasn’t the best: biting cold, thick fog and dim winter lights. But precisely these conditions gave a unique atmosphere to the shots I took.

My days started early, at dawn. While the city slowly woke up, I walked through the semi-deserted streets of the historic center, accompanied only by the sound of my steps on the damp pavement. The fog made the squares and alleys even more evocative, creating a veil of mystery that softened the contours of the architecture.

I took several photos of the Mole Antonelliana, which seemed to vanish into thin air, and of the silent streets, where the lights of the street lamps reflected on the wet cobblestones.

In the evening, after days spent with my family exploring museums and exhibitions, I took time to photograph the illuminated city. The main squares, such as Piazza Castello and Piazza San Carlo, came alive with warm lights and reflections that seemed to amplify the contrast with the cold of the night.

The morning fog gave way to a light mist, enough to diffuse the light and create almost dreamlike shots. The combination of historical architecture and modernity has given rise to unique compositions.

During the day, with my family, I visited some of the symbolic places of the city. A stop at the National Cinema Museum, housed right in the Mole Antonelliana, could not be missed. Here, in addition to enjoying an unforgettable cultural experience, I took photos that tell the story of the link between tradition and innovation.

Walking through the main squares, we stopped to observe the details: statues, buildings and views that seemed to come out of a painting. Every corner of Turin tells a story and, through the lens of the camera, I tried to capture those unique narratives.

Turin is a city that lends itself incredibly to photography, especially in winter, when its charm is tinged with melancholy and poetry. These three days were an opportunity to explore the combination of family free time and passion for photography. The fog and the cold, far from being an obstacle, proved to be precious allies in creating evocative images.

If you intend to visit Turin, I advise you not to be discouraged by the climate: every season has its own charm, and even the grayest days can become an opportunity for unforgettable shots.

Una Serata tra Luci Natalizie e Fotografia

C’è un’atmosfera magica che avvolge Lucca durante il periodo natalizio. Le sue strade strette, i vicoli acciottolati e le piazze eleganti si trasformano grazie a un gioco di luci e decorazioni che rende la città ancora più affascinante.

Qualche giorno fa, ho avuto il piacere di esplorare questa meravigliosa cornice in compagnia del mio amico Claudio, con la macchina fotografica pronta a catturare ogni dettaglio.

Appena arrivati, siamo stati accolti da una città che sembrava un dipinto. Piazza San Michele, con la sua maestosa chiesa, era decorata con luci calde e una bella stella in mezzo alla piazza, che ne esaltavano i dettagli architettonici. La facciata illuminata sembrava quasi respirare sotto l’effetto delle luci, e non potevamo non fermarci per scattare alcune foto. Ho cercato di giocare coi riflessi di alcune pozzanghere che aspettavano il giorno successivo di asciugarsi, per creare inquadrature particolari e diverse dal solito.

Da lì ci siamo diretti verso Piazza Napoleone, il cuore pulsante della città durante le festività. Quest’anno, un piccolo villaggio in puro stile tirolese dominava al piazza, mentre un ricco gioco di luci disegnava le facciate del Palazzo Ducale, creando uno sfondo colorato ed intrigante.

Non poteva mancare l’anfiteatro, col suo fantastico trenino illuminato, punto di ritrovo preferito dei bambini. Le case tutte attorno illuminate a festa, con una serie di stelle che, muovendosi dolcemente, accarezzano i muri e le finestre. Un tripudio di colori e di festa.

Nonostante il freddo pungente, la serata si è rivelata un vero successo fotografico e umano. Fotografare Lucca durante il Natale non significa solo catturare immagini, ma vivere l’atmosfera di una città che riesce a raccontare storie con le sue luci e i suoi dettagli.

Se stai pensando di visitare Lucca in questo periodo, non dimenticare di portare la macchina fotografica. Lasciati ispirare dalle sue piazze vestite a festa e dai giochi di luce che rendono ogni angolo unico. E, magari, fatti accompagnare da un buon amico come Claudio: condividere la passione per la fotografia rende tutto ancora più speciale.

There is a magical atmosphere that envelops Lucca during the Christmas period. Its narrow streets, cobbled alleys and elegant squares are transformed thanks to a play of lights and decorations that make the city even more fascinating.

A few days ago, I had the pleasure of exploring this wonderful setting in the company of my friend Claudio, with the camera ready to capture every detail.

As soon as we arrived, we were greeted by a city that looked like a painting. Piazza San Michele, with its majestic church, was decorated with warm lights and a beautiful star in the middle of the square, which enhanced its architectural details. The illuminated facade almost seemed to breathe under the effect of the lights, and we couldn’t help but stop to take some photos. I tried to play with the reflections of some puddles that were waiting for the next day to dry, to create particular shots that were different from the usual.

From there we headed towards Piazza Napoleone, the beating heart of the city during the holidays. This year, a small village in pure Tyrolean style dominated the square, while a rich play of lights outlined the facades of the Palazzo Ducale, creating a colorful and intriguing background.

The amphitheater could not be missed, with its fantastic illuminated train, a favorite meeting point for children. The houses all around light up festively, with a series of stars that, moving gently, caress the walls and windows. A riot of colors and celebration.

Despite the biting cold, the evening proved to be a true photographic and human success. Photographing Lucca during Christmas does not just mean capturing images, but experiencing the atmosphere of a city that manages to tell stories with its lights and details.

If you are thinking of visiting Lucca during this period, don’t forget to bring your camera. Let yourself be inspired by its festively dressed squares and the play of light that makes every corner unique. And, perhaps, be accompanied by a good friend like Claudio: sharing the passion for photography makes everything even more special.

Sospiri d’autunno

Ottobre è un mese cruciale per il fotografo paesaggista. I colori della natura mutano, e gli alberi, prima di spogliarsi del tutto, regalano emozioni veramente intense, che vale la pena immortalare.

Una lieve foschia avvolge le colline della Garfagnana mentre la mattina si apre lentamente, pennellando il paesaggio di un grigio etereo. L’aria è fresca, quasi pungente, e ha il profumo terroso tipico dell’autunno. Gli alberi, vestiti dei colori caldi e cangianti del foliage autunnale, si riflettono sulle acque tranquille del lago di Vagli, mentre le prime luci dell’alba iniziano a filtrare tra i rami, accendendo di rosso, arancio e giallo i castagni e i faggi.

Stamani sono a spasso per queste terre fantastiche. Arrivo a Isola Santa, un borgo sospeso nel tempo, quasi avvolto in un silenzio che sembra trattenere il respiro. La luce dorata del mattino gioca con le case in pietra e i tetti di ardesia, donando al villaggio un’aura quasi magica. Mentre scendo verso il lago, le sfumature del fogliame sembrano diventare ancora più intense: ogni albero racconta una storia, ogni foglia è una pennellata viva su una tela naturale.

La macchina fotografica scatta quasi da sola, seguendo l’ispirazione del momento. Catturo le sfumature intense delle foglie, che oscillano tra il fuoco dei rossi e l’oro dei gialli, creando contrasti perfetti con il verde intenso dei prati e il blu calmo dell’acqua. Al centro del lago, l’immagine riflessa degli alberi e delle montagne circostanti crea un doppio perfetto, tanto che è difficile distinguere tra il reale e il riflesso.

Proseguo poi verso il lago di Vagli. Qui, l’atmosfera è diversa ma altrettanto suggestiva. La luce è diventata più intensa, e le cime degli alberi brillano di colori saturi contro il cielo limpido. Un velo di nebbia leggera aleggia sull’acqua, rendendo il paesaggio quasi fiabesco. In lontananza, le Alpi Apuane si stagliano con le loro cime appuntite, creando un contrasto netto con la dolcezza del paesaggio autunnale.

Il lago di Vagli, con il suo paesino sommerso visibile solo in certi momenti, aggiunge un tocco di mistero a questo luogo già incantevole. Immagino le storie che questo specchio d’acqua potrebbe raccontare, di vite e di memorie sommerse. E mentre il sole inizia a salire, colorando il paesaggio di toni sempre più caldi, il mio obiettivo continua a catturare la magia di questa mattina d’autunno in Garfagnana, un’esperienza che resterà impressa, non solo nella memoria della mia macchina fotografica, ma anche nei miei ricordi.

Proseguo verso destinazione ignota, esplorando scorci segreti e nascosti, cascate e ruscelli che fanno capolino tra gli alberi. Arrivo fino a Campocatino, paese di pastori, che stamani sembra praticamente abbandonato. Non si muove anima viva. I colori cangiano dal rosso al giallo intenso. Qualche scatto veloce anche qui e continuo il mio giro spensierato, fino a riprendere il cammino verso il rientro.

Anche oggi la Garfagnana è stata generosa, coi suoi scorci incredibilmente belli e pieni di fascino, nelle sue vesti autunnali. Una terra meravigliosa.

October is a crucial month for the landscape photographer. Nature’s colors change, and the trees, before shedding all their leaves, offer truly intense emotions worth capturing.

A light mist wraps around the hills of Garfagnana as the morning slowly unfolds, brushing the landscape with an ethereal gray. The air is fresh, almost sharp, carrying the earthy scent typical of autumn. Trees, dressed in the warm, shifting colors of autumn foliage, reflect on the calm waters of Lake Vagli, while the first light of dawn begins to filter through the branches, illuminating the chestnuts and beeches in shades of red, orange, and yellow.

This morning, I’m wandering through these fantastic hills. I reach Isola Santa, a village suspended in time, almost wrapped in a silence that seems to hold its breath. The golden morning light plays on the stone houses and slate roofs, giving the village an almost magical aura. As I descend toward the lake, the hues of the foliage grow even more intense: each tree tells a story, each leaf is a living brushstroke on a natural canvas.

The camera almost clicks on its own, following the inspiration of the moment. I capture the intense shades of the leaves, shifting between fiery reds and golden yellows, creating perfect contrasts with the deep green of the meadows and the calm blue of the water. At the center of the lake, the reflected image of the trees and surrounding mountains forms a perfect double, making it hard to distinguish between reality and reflection.

I then continue toward Lake Vagli. Here, the atmosphere is different but equally captivating. The light has grown more intense, and the treetops shine with saturated colors against the clear sky. A thin layer of mist hovers over the water, giving the landscape an almost fairytale-like quality. In the distance, the sharp peaks of the Apuan Alps stand out, creating a striking contrast with the gentle beauty of the autumn landscape.

Lake Vagli, with its submerged village visible only at certain times, adds a touch of mystery to this already enchanting place. I imagine the stories this body of water might tell, of lives and memories hidden below. As the sun begins to rise, casting warmer tones across the landscape, my lens continues to capture the magic of this autumn morning in Garfagnana, an experience that will remain etched not only in my camera’s memory but also in my own.

I continue toward an unknown destination, exploring hidden views, waterfalls, and streams peeking out between the trees. I reach Campocatino, a shepherds’ village, which this morning seems practically deserted. Not a soul in sight. Colors shift from deep red to bright yellow. I take a few quick shots here as well and carry on with my carefree wanderings until eventually heading back.

Once again, Garfagnana has been generous, with its incredibly beautiful and charming views, dressed in its autumn colors. A truly wonderful land.

Vieste: scorci e tradizione del Gargano

Durante le vacanze estive di settembre, ho avuto l’opportunità di visitare Vieste, una perla del Gargano che mi ha incantato con i suoi paesaggi mozzafiato e le tradizioni che caratterizzano questo angolo di Puglia. Armato di macchina fotografica, ho esplorato il borgo, i trabucchi e gli scorci naturali più suggestivi che fanno di Vieste una delle mete più affascinanti per gli appassionati di fotografia.

Vieste: Tra Storia e Mare

Il mio tour fotografico è iniziato nel cuore di Vieste, il borgo antico. Le strette vie lastricate, le case bianche e le botteghe artigiane sono il riflesso della tradizione e della storia secolare di questa cittadina. Ho catturato scatti unici della Cattedrale di Santa Maria Assunta, che con il suo campanile svetta sul centro storico, e del Castello Svevo, che domina il paese con la sua imponente presenza e regala una vista straordinaria sul mare Adriatico. Le prime luci del mattino, quando il sole si riflette sulle mura antiche, creano un’atmosfera quasi surreale, perfetta per chi cerca immagini autentiche.

I Trabucchi: Simboli di Tradizione Marinara

Uno dei soggetti più iconici della mia uscita fotografica sono stati i trabucchi, antiche macchine da pesca costruite su palafitte che si ergono lungo la costa del Gargano. Sono riuscito a fotografare queste strutture nelle ore più tranquille del giorno, quando il mare è calmo e i trabucchi si fondono con l’orizzonte. Con le reti tese e le lunghe braccia di legno proiettate verso il mare, questi giganti raccontano la storia di una pesca tradizionale e sostenibile, radicata nella cultura locale. Alcuni trabucchi sono ancora funzionanti e spesso, nelle prime ore del mattino, è possibile vedere i pescatori al lavoro, un momento perfetto per immortalare la quotidianità di un mestiere antico.

Scorci di Natura: Le Meraviglie del Gargano

Vieste è circondata da una natura incontaminata che offre infinite possibilità fotografiche. Tra gli scatti più memorabili ci sono quelli della Spiaggia di San Lorenzo e della Baia delle Zagare, famose per le loro acque cristalline e le spettacolari formazioni rocciose. Ho trovato lo scenario ideale per catturare giochi di luce e ombra, con i faraglioni che si stagliano sul mare azzurro.

Il Gargano in Fotografia: Un Mosaico di Emozioni

Durante la mia uscita fotografica, Vieste e il Gargano mi hanno regalato scorci di grande impatto visivo. Ogni angolo di questa terra racconta una storia, ogni trabucco sussurra una tradizione e ogni spiaggia offre momenti unici, perfetti per essere immortalati in uno scatto.

Vieste è una destinazione che lascia il segno, sia nel cuore che negli occhi, con la sua bellezza che continua a vivere nei miei scatti. Tornare a casa con queste immagini mi ha fatto comprendere ancora di più quanto sia ricca la cultura, la storia e la natura di questa zona, un luogo che merita di essere vissuto e raccontato, attraverso l’obiettivo e oltre.

During the summer holidays in September, I had the opportunity to visit Vieste, a pearl of Gargano that enchanted me with its breathtaking landscapes and the traditions that characterize this corner of Puglia. Armed with a camera, I explored the village, the trabucchi and the most suggestive natural views that make Vieste one of the most fascinating destinations for photography enthusiasts.

Vieste: Between History and Sea

My photographic tour began in the heart of Vieste, the ancient village. The narrow paved streets, the white houses and the artisan workshops are the reflection of the tradition and centuries-old history of this town. I captured unique shots of the Cathedral of Santa Maria Assunta, which with its bell tower stands out over the historic center, and of the Swabian Castle, which dominates the town with its imposing presence and offers an extraordinary view of the Adriatic Sea. The first lights of the morning, when the sun reflects on the ancient walls, create an almost surreal atmosphere, perfect for those looking for authentic images.

Trabucchi: Symbols of Maritime Tradition

One of the most iconic subjects of my photographic outing were the trabucchi, ancient fishing machines built on stilts that stand along the coast of Gargano. I managed to photograph these structures in the quietest hours of the day, when the sea is calm and the trabucchi merge with the horizon. With their nets stretched and their long wooden arms projected towards the sea, these giants tell the story of traditional and sustainable fishing, rooted in the local culture. Some trabucchi are still functioning and often, in the early hours of the morning, it is possible to see the fishermen at work, a perfect moment to immortalize the daily life of an ancient profession.

Glimpses of Nature: The Wonders of Gargano

Vieste is surrounded by unspoiled nature that offers endless photographic possibilities. Among the most memorable shots are those of the San Lorenzo Beach and the Baia delle Zagare, famous for their crystal clear waters and spectacular rock formations. I found the ideal setting to capture plays of light and shadow, with the stacks that stand out on the blue sea.

Gargano in Photography: A Mosaic of Emotions

During my photographic outing, Vieste and the Gargano gave me glimpses of great visual impact. Every corner of this land tells a story, every trabucco whispers a tradition and every beach offers unique moments, perfect to be immortalized in a shot.

Vieste is a destination that leaves its mark, both in the heart and in the eyes, with its beauty that continues to live in my shots. Returning home with these images made me understand even more how rich the culture, history and nature of this area are, a place that deserves to be experienced and told, through the lens and beyond.

Notti magiche

Giovedì 10 ottobre rimarrà una data indimenticabile. Nonostante fosse difficile immaginare che lo spettacolo dell’Aurora Boreale potesse manifestarsi così a sud, l’eccezionalità del fenomeno ha trasformato la nostra avventura ad fotografica in un’esperienza unica. Il cielo toscano, solitamente sereno e familiare, si è acceso di una luce straordinaria e surreale. Insieme a Cristiano e Nicholas, ci siamo lanciati in questa impresa per immortalare un evento rarissimo.

La serata era iniziata in maniera piuttosto tranquilla, anche se stavo ben attento alle notizie in tempo reale dell’evento, dato che era stato previsto e pubblicizzato già nelle prime ore del pomeriggio. Dopo le primissime immagini postate sui social da qualche fotografo che aveva colto le prime avvisaglie dell’aurora già nelle prime ore serali, siamo partiti in cerca di immortalare l’evento. Abbiamo optato per uno dei posti a me più familiari, con un ridotto inquinamento luminoso: Orciano Pisano. Siamo, quindi, partiti in fretta e furia senza alcuna certezza, ma con tanta speranza nel cuore. La campagna toscana, con la sua bellezza semplice e avvolgente, sembrava attendere il grande spettacolo che ci aspettava.

Appena giunti a destinazione, abbiamo subito iniziato a preparare l’attrezzatura. Le condizioni sembravano perfette: un cielo limpido e privo di inquinamento luminoso. Dopo aver montato treppiedi e regolato le impostazioni delle nostre fotocamere, è iniziata l’attesa. Un’attesa che, anche se non si è fatta attendere più di tanto, era piena di eccitazione. Gia alle 22:00, il cielo ha iniziato a dare segni del fenomeno che stavamo cercando: deboli bagliori all’orizzonte che si trasformavano pian piano in onde di luce rosa e viola.

Chi lo avrebbe mai detto? L’Aurora Boreale, fenomeno tipico dei cieli del Nord, ha raggiunto il nostro piccolo angolo di Toscana. In realtà, per essere corretti, il fenomeno si chiama SAR. L’Aurora Boreale e il SAR (Stable Auroral Red Arc) sono entrambi fenomeni luminosi nell’atmosfera terrestre, ma differiscono per origine e aspetto: l’aurora è più spettacolare e dinamica, dalle tante sfumature danzanti verdi e rosa. Il SAR è un fenomeno più raro, più stabile nel cielo, che si manifesta con un arco luminoso rosso/rosa. Questo raro evento è stato il risultato di una tempesta solare particolarmente intensa, che ha permesso a questo fenomeno di manifestarsi molto più a sud del solito.

Fotografare l’Aurora non è semplice, ma è un’arte che ripaga con scatti di una bellezza mozzafiato. La tecnica richiede pazienza e precisione. Abbiamo impostato le nostre fotocamere con tempi di esposizione lunghi, per catturare al meglio i movimenti della luce, con ISO alti per dare sensibilità alla macchina, senza però perdere troppi dettagli. Abbiamo fatto attenzione anche all’apertura del diaframma, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra luce e nitidezza.

Ogni scatto era un esperimento: a volte troppo chiaro, a volte troppo scuro, ma alla fine la perseveranza ci ha premiati. L’aurora si è intensificata e ci ha regalato forme e colori incredibili. Non c’è nulla di paragonabile a rivedere un cielo dipinto di quel colore rosa e rosso, con le sue mille sfumature catturate in una fotografia.

Non si trattava solo della vista. Mentre scattavamo, l’atmosfera era magica. Il silenzio della notte, interrotto solo da qualche lieve fruscio del vento tra gli alberi, accentuava la sensazione di trovarci in un luogo fuori dal tempo. La temperatura si era abbassata, ma il freddo non era abbastanza da distogliere la nostra attenzione. Eravamo immersi in un’esperienza quasi mistica.

Quella notte a Orciano Pisano è stata molto più di una semplice uscita fotografica. È stato un viaggio nella bellezza della natura, nella rarità del fenomeno e nella passione per la fotografia. Tornare a casa con le nostre foto è stato un trionfo, ma ancor di più lo è stato vivere un’esperienza che difficilmente si ripeterà. Le foto sono state la testimonianza di una notte magica, e ogni volta che le riguardo, mi tornano in mente il silenzio, il freddo e la meraviglia di quell’Aurora Boreale che ha illuminato la nostra serata.

Thursday 10 October will remain an unforgettable date. Although it was difficult to imagine that the spectacle of the Northern Lights could appear so far south, the exceptional nature of the phenomenon transformed our photographic adventure into a unique experience. The Tuscan sky, usually serene and familiar, lit up with an extraordinary and surreal light. Together with Cristiano and Nicholas, we embarked on this undertaking to immortalize a very rare event.

The evening had started rather calmly, although I was paying close attention to the real-time news of the event, given that it had been predicted and publicized already in the early hours of the afternoon. After the very first images posted on social media by some photographers who had caught the first signs of the aurora already in the early evening hours, we set off in search of immortalizing the event. We opted for one of the places most familiar to me, with reduced light pollution: Orciano Pisano. We therefore left in a hurry without any certainty, but with a lot of hope in our hearts. The Tuscan countryside, with its simple and enveloping beauty, seemed to await the great spectacle that awaited us.

As soon as we arrived at our destination, we immediately started preparing the equipment. The conditions seemed perfect: clear skies and no light pollution. After setting up tripods and adjusting our camera settings, the waiting began. A wait that, even if it didn’t take long, was full of excitement. Already at 10pm, the sky began to show signs of the phenomenon we were looking for: faint glows on the horizon that slowly transformed into waves of pink and purple light.

Who would have thought? The Aurora Borealis, a typical phenomenon of the Northern skies, has reached our little corner of Tuscany. Actually, to be correct, the phenomenon is called SAR. The Aurora Borealis and the SAR (Stable Auroral Red Arc) are both luminous phenomena in the Earth’s atmosphere, but they differ in origin and appearance: the aurora is more spectacular and dynamic, with many dancing green and pink shades. The SAR is a rarer, more stable phenomenon in the sky, which manifests itself as a bright red/pink arc. This rare event was the result of a particularly intense solar storm, which allowed this phenomenon to occur much further south than usual.

Photographing the Aurora is not easy, but it is an art that pays off with shots of breathtaking beauty. The technique requires patience and precision. We set our cameras with long exposure times, to best capture the movements of light, with high ISO to give sensitivity to the camera, without losing too much detail. We also paid attention to the opening of the diaphragm, trying to maintain the right balance between light and sharpness.

Each shot was an experiment: sometimes too light, sometimes too dark, but in the end perseverance rewarded us. The aurora intensified and gave us incredible shapes and colors. There is nothing comparable to seeing a sky painted in that pink and red color again, with its thousand shades captured in a photograph.

It wasn’t just about the view. While we were shooting, the atmosphere was magical. The silence of the night, interrupted only by some slight rustling of the wind in the trees, accentuated the sensation of being in a place out of time. The temperature had dropped, but it wasn’t cold enough to distract us. We were immersed in an almost mystical experience.

That night in Orciano Pisano was much more than a simple photographic outing. It was a journey into the beauty of nature, the rarity of the phenomenon and the passion for photography. Coming home with our photos was a triumph, but even more so was living an experience that is unlikely to be repeated. The photos were testimony to a magical night, and every time I look at them, I am reminded of the silence, the cold and the wonder of that Aurora Borealis that illuminated our evening.

Oltre l’Orizzonte: Emozioni in Natura

E’ un viaggio visivo che esplora il legame profondo tra paesaggio e emozione.

Attraverso una serie di scatti paesaggistici, il progetto cerca di catturare non solo la bellezza naturale dei luoghi, ma anche le sensazioni che questi spazi evocano. Ogni fotografia è un invito a immergersi in atmosfere uniche, dove la luce, i colori e le forme della natura si fondono con l’interiorità dell’osservatore, creando un dialogo silenzioso tra l’ambiente esterno e il mondo interiore.

Questi paesaggi non sono semplicemente scenari da ammirare, ma momenti da sentire.
Ogni immagine rappresenta un’emozione, dalla calma e serenità di un’alba luminosa all’energia
selvaggia di un temporale imminente.

L’obiettivo del progetto è trasportare chi osserva oltre il visibile, verso un orizzonte emotivo, in cui la natura diventa specchio dell’anima.

It is a visual journey that explores the profound connection between landscape and emotion.

Through a series of landscape shots, the project seeks to capture not only the natural beauty of the places, but also the sensations that these spaces evoke. Each photograph is an invitation to immerse yourself in unique atmospheres, where the light, colors and shapes of nature blend with the interiority of the observer, creating a silent dialogue between the external environment and the internal world.

These landscapes are not simply sceneries to be admired, but moments to be felt.
Each image represents an emotion, from the calm and serenity of a bright sunrise to energy
wild of an imminent storm.

The objective of the project is to transport the observer beyond the visible, towards an emotional horizon, in which nature becomes a mirror of the soul.